Quand’eluderò il tuo ricordo e le perle lattee e brune nei tuoi occhi? La bocca è un mandorlo in fiore, ostenta le corolle sue più belle. E carezze le tue labbra sul mio corpo insulso e vano. Ma guardami, fallo ancora e inebriami virtuoso martire continuamente ucciso dal mio pensiero. Il tuo sangue caldo rifugga il mio, amaro inquieto nero d’umano senz’essere.
E' l'assoluta contraddizione che ogni giorno si verifica tra le nostre azioni e i nostri effettivi pensieri. Se con la bocca esprimiamo un giudizio, non è detto che questo sia realmente pensato, sia dettato dal cuore. E così, anche se diamo l'addio ad una persona, ciò non toglie che il suo ricordo si rinnovi nel nostro cuore, in eterno. Si tratta di un ricordo che porta spesso alla desolazione, in quanto non accompagnato dalla presenza della persona amata, un ricordo che racchiude il nostro cuore come in una prigione fatta di passività e di visione perpetua di momenti trascorsi. E' l'incanto maledetto che i ricordi possono operare nel nostro animo e che ci fa marcire dentro, lentamente.
Sembra uno dei periodi più favorevoli per Alda Merini, poetessa milanese famosa per le sue raccolte di poesie tra cui vale la pena ricordare “Mistica d’amore”, “Clinica dell’abbandono” e “Poema della croce”, quest’ultima realizzata in collaborazione con il musicista Giovanni Nuti, e anche nota per la sua drammatica esperienza in manicomio, nel quale ha trascorso diversi anni della sua vita.
Durante la sua giovinezza, la Merini venne a contatto con letterati e uomini importanti per la letteratura italiana del Novecento, tra i quali spiccano i nomi di Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo e Mario Luzi. E’ il critico letterario e poeta Giacinto Spagnoletti a scoprire il suo talento, quando ella aveva solo 15 anni, e ad accompagnarla all’esordio come autrice. Da qui in poi, per Alda è un continuo successo al quale, in seguito, si alterneranno periodi di salute e malattia, in cui la poetessa darà inizio alla scrittura di testi e poesie che trattano la sua dura vicenda in manicomio.
Da un po’ di mesi, è possibile, inoltre, seguire diverse trasmissioni televisive in cui la Merini viene ospitata, come l’ormai famosissimo “Chiambretti Night”. Qui, Alda parla della sua vita oppure è invitata a discutere su temi di attualità, come il rapporto tra essere e apparire nella società odierna. Ma il successo della Merini non si ferma sul piccolo schermo. Anche sul social network più usato da noi giovani, Facebook, sono nati diversi gruppi di suoi fan che sostengono cause che la riguardano, come l’assegnazione del premio Nobel 2009 per la Letteratura, assegnato, invece, come sappiamo, alla scrittrice tedesca Herta Muller.
La fama della cosiddetta “poetessa dei Navigli” sembra non arrestarsi qui; alla Giornata degli Autori, una sezione indipendente della 65° Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, è stato presentato un film-documentario intitolato “Alda Merini – Una donna sul palcoscenico”, diretto dal regista Cosimo Damiano Damato. Si tratta di un’intervista direttamente dalla casa della poetessa milanese, che mette a nudo la sua anima, affrontando svariati argomenti che riguardano la sua esistenza: dagli anni trascorsi in manicomio alla triste separazione dei figli, fino alla discussione su temi quali il misticismo, la seduzione, la poesia, la fede. Una importante collaborazione nel film è quella di Mariangela Melato, che è la voce narrante delle poesie della Merini, con le quali si alternano le diverse parti dell’intervista.
Si spera che questa docu-intervista possa uscire presto anche nelle sale cinematografiche, per rendere possibile a coloro i quali ne prenderanno visione la conoscenza di una realtà sconosciuta, quella del manicomio, attraverso la vita di colei che è considerata la “decima musa”.
Luigi Tuccillo
(Alla mia musa ispiratrice, scritto tre giorni prima della sua morte. Pubblicato sullo "School times" del mio Liceo )
Il mio nome è Luigi! Sono uno studente al quinto anno di un Liceo scientifico in una città che poi non è che mi piaccia così tanto, Vibo Valentia, in Calabria. Descrivermi non è l'attività che mi riesce meglio, anzi...non mi riesce per niente! Spetterà a voi farlo, se avrò l'onore di ospitare qualche lettore in questo piccolo spazio. Il titolo del blog non è causale, forse un po' scontato: "Una piccola finestra sulla mia vita". Beh, ancora non vi ho detto, o meglio scritto, quella che è la mia passione: la poesia, o in generale la scrittura. Mi definiscono "scrittore", "poeta". Ehm, non credo di esserlo. Sarete voi a dirmi cosa ne pensate delle mie poesie. Se suscitano in voi emozioni, e che tipo di emozioni, positive, negative o anche indifferenza (si spera di no, eh). Tanto per aggiungere qualcos'altro di me, mi piace molto studiare, apprendere sempre più cose. A scuola sarei il cosiddetto "secchione", ma non immaginate il classico babbeo con gli occhiali, l'apparecchio e l'espressione da incapace! A dire il vero porto le lenti a contatto (ebbene sì, sono una talpa. Mi mancano 8/10 per occhio) e l'apparecchio per i denti l'ho portato per ben due anni.Quando non studio, chatto, leggo o sto con i miei pochi ma buoni amici. Le letture che preferisco sono quelle dei grandi classici: Manzoni, Foscolo, Hesse, Calvino, anche se mi interessano anche libri di autori emergenti e in fase di "ascensione letteraria" (vedi Paolo Giordano e il suo famoso libro "La solitudine dei numeri primi", vincitore dello Strega 2008). Mi piace partecipare a svariati Concorsi letterari, specialmente di poesia inedita. Ultimamente una mia poesia, "L'addio" è stata selezionata per la pubblicazione in un libro di poeti emergenti, che sarà edito dall'Aletti editore a dicembre. Per il resto, racconterò la mia "anomala vita" nei prossimi giorni. Mi piacerebbe, inoltre (e specialmente), utilizzare questo blog per inserire alcuni miei componimenti poetici ed articoli. Spero vi piacciano!
A presto, Luigi
P.S.: Non fatevi condizionare dalla foto da "folle" lì sopra. Ma -diciamocelo- alla fine, un po' matto lo sono!
Studio al quinto anno del Liceo scientifico "G.Berto" di Vibo Valentia, in Calabria. La mia passione più grande è la scrittura. Amo scrivere specialmente poesie.